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L’estate sta finendo…. tempo di inserimento!

inzio scuola

Siamo giunti al termine di quest’estate che ci ha permesso di prendere respiro e di svagare un po’ anima e corpo. Così è stato anche per i bambini che finalmente hanno potuto giocare all’aria aperta e godersi la stagione più spensierata per antonomasia.

Ahimè nella mente dei genitori inizia a riecheggiare il pensiero del rientro dalla ferie, e la ripresa di una routine che vede tutti coinvolti…anche i più piccolini.

Molti quest’anno hanno iniziato la scuola, c’è chi andrà al nido, chi inizierà la scuola dell’infanzia e chi inizierà la scuola primaria o secondaria… per tutti una nuova parola: inserimento!

Mentre chi dovrà affrontare l’ingresso alle scuole secondarie (sia di primo che secondo grado) ha già avuto modo di conoscere cosa li attende, per i bimbi del nido o della scuola dell’infanzia o della scuola primaria c’è una grossa incognita, e si sa, le cose che non si conoscono generano ansia e spaventano.

Sono diverse le cose che spaventano i bambini:

  • la lontananza dei genitori
  • il loro mancato accudimento (per i più piccoli è sicuramente uno degli scogli più duri)
  • la mancanza di punti di riferimento (che avevano in una scuole di grado inferiore ad esempio)
  • il dubbio dell’accettazione del gruppo, per i più grandi è sicuramente più destabilizzante.

Il punto di vista comune consiste nell’inizio di una appartenenza, temporanea o duratura, con emozioni positive o negative; comunque sia, questi diversi esordi entreranno a far parte dell’esperienza sociale dell’individuo, gli permetteranno di ampliare i suoi quadri di riferimento e arricchiranno la sua competenza sociale, in ogni caso gli imporranno  nelle prime fasi un ruolo particolare, non sempre facile, che è quello del neofita, del “nuovo arrivato”.

Le prime esperienze di entrata nei gruppi si svolgono nell’infanzia. Entrare per la prima volta in una scuola materna  o cercare di essere accettato in un gruppo di coetanei che stanno giocando costituiscono le prime prove di abilità sociale; prove rese ancora più complesse per l’inesperienza del nuovo venuto.

Il primo periodo di inserimento nella scuola dell’infanzia è contrassegnato da attesa e incertezza: i nuovi arrivati osservano a distanza quello che fanno gli altri bambini e, generalmente, non tentano di mescolarsi subito ai giochi e alle attività comuni. Il periodo di osservazione a distanza ha una durata variabile da bambino a bambino: solitamente è più lungo nelle femmine e nei bambini che non hanno frequentato l’asilo nido. Dopo questa fase subentra un periodo di gioco parallelo, in cui i bambini giocano uno a fianco all’altro, magari imitando ma senza effettive interazioni; si giunge infine al gioco interattivo vero e proprio, fatto di scambi e reciprocità di interazioni.

L’idea comune secondo la quale i bambini si comportano in totale spontaneità ormai è stata abbandonata. Varie ricerche hanno dimostrato che l’interazione con un gruppo si presenta come un’esperienza che rende cauti e strategici (anche i bambini più piccoli) perché il desiderio di essere accettati e di potersi integrare nelle attività è frenato da confini che il gruppo costruisce e che richiedono, per essere superati, una sincronizzazione dell’individuo ai ritmi di azione e alle regole che il gruppo si è posto. Inizia qui l’iter di apprendimento che condurrà alla competenza sociale.

Per i bambini che lasciano la scuola materna e stanno per iniziare la scuola primaria o che stanno per addentrarsi nella scuola dell’infanzia o asilo nido, prima di tutto mi nasce dal cuore un consiglio: niente ansia! L’ansia è contagiosa e i bambini (tutti) la percepiscono e la assorbono.

Alla scuola dell’infanzia sono stati preparati per questo passaggio, anche se quest’anno è stato un po’ balordo e la didattica a distanza non è stata dallo loro parte per quel che riguarda il supporto emotivo fornito normalmente delle insegnanti  e il loro lavoro di vicinanza e presenza e fisica è stato miracoloso per i mezzi di cui erano in possesso.

Ecco perché il primo passo sta al genitore, il quale deve sostenere e cercare di aiutare il proprio figlio ad adattarsi alla nuova realtà.

Tutto questo si può iniziare a fare in casa! Come?

  • attraverso il rispetto di semplici regole relative ad una convivenza pacifica;
  • all’uso di un tono garbato, iniziando a imparare i turni di comunicazione che porteranno il bambino a non interrompere l’insegnante quando parla e lo stimoleranno ad un ascolto attivo e pian piano anche partecipativo;
  • promuovendo nel bambino l’indipendenza e stimolandolo a scoprire i suoi metodi organizzativi migliori, partendo dalla semplice preparazione di uno zainetto all’acquisizione di una solida routine di giornata (come il risveglio, la colazione, il lavarsi e vestirsi ad esempio…)
  • incoraggiando le sue intenzioni e promuovendo i suoi successi che seppur scontati per noi adulti, non lo sono affatto per i bambini. Attraverso questi rinforzi positivi si consoliderà uno stato di gratificazione e benessere che aiuterà il bambino nel suo processo di apprendimento, sia scolastico che sociale che di vita. Non dobbiamo mai dimenticare che le cose apprese in uno stato di allegria e serenità permangono più a lungo nella mente dell’uomo, rispetto ai concetti appresi in uno stato di ansia e tristezza.

I bambini, di qualunque fascia d’età, devono sentirsi al sicuro nella nuova situazione che stanno per affrontare e devono essere sicuri e consapevoli di essere capaci. Sono normali le paure riguardanti alla mole di compiti (questi sconosciuti per alcuni), assale l’ansia di perdere il gruppo di amici, o il timore che i più grandi possano prendersi gioco di loro o che li tratteranno male… tutte queste paure e ansie è giusto che non vengano mai derise né sminuite. Bisogna parlarne, è giusto che vengano espresse e che vengano discusse in un confronto costruttivo con la famiglia al fine di ridurle insieme.

Questo periodo ponte, che porta a grossi cambiamenti, coinvolge l’intera famiglia; è importante che i genitori provino a controllare, ridurre dubbi e incertezze al fine di diminuire i livelli di ansia e instaurare in loro un senso di sicurezza. Perciò, avanti tutta con pensieri positivi ed ottimismo, la profonda convinzione di fiducia nei confronti dei figli non deve mai mancare. Ripetete loro  che credete in quello che fanno, che hanno le capacità per affrontare ogni cosa, anche se inizialmente sembra loro difficile e insormontabile, che voi ci siete e ci sarete sia in questa preparazione che dopo.

Buon inserimento!

Psicologa Dott.ssa Alice PAPI

 

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